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23.04.18

Doping ed esercizio fisico: sicuro di conoscere le regole del gioco?

di Luca Pacciolla

Il primo argomento che affronteremo in questo spazio dedicato alla "medicina del benessere" è, paradossalmente, proprio quello di cui non vorrei sentir parlare in palestra e cioè l’uso di sostanze dopanti.
Il motivo di questa scelta è duplice:

1) consapevole di non poter piacere a tutti, sono invece certo di poter sopportare il biasimo di chi, per ignoranza o per profitto, voglia propinare soluzioni pronte che promettono risultati eccellenti, banalizzando di conseguenza il duro lavoro dei professionisti della salute.
L’esempio pratico di quanto appena detto ci è dato da certe icone del bodybuilding, del fitness, del crossfit e di altre discipline sportive legate sia al miglioramento della performance che ad un modello estetico basato su canoni sempre più estremi. Guardate le pagine Facebook o Instagram dei campioni o peggio dei sedicenti "preparatori", guardate i "prima e dopo" miracolosi che propongono e rendetevi conto di quanto facilmente un adolescente insicuro possa cadere nella rete: è un’età, quella, in cui la salute ci sembra un diritto acquisito mentre si farebbero carte false per poter essere accettati dalla società.

2) ogni medico ben conosce la massima "PRIMUM NON NOCERE" secondo la quale, nella scelta di una terapia, è prioritario non arrecare danno al paziente. A tal proposito, poichè la prescrizione di un farmaco (atto di competenza esclusivamente medica) non può prescindere dal considerare effetti collaterali anche gravi, essa deve basarsi su necessità di natura meramente clinica.

Per poter contestualizzare il fenomeno evitando generalizzazioni o errate credenze, iniziamo dicendo che il termine doping indica l'uso di un farmaco o di una pratica medica, senza finalità terapeutiche ma allo scopo di potenziare una performance sportiva agonistica o non agonistica.
Tra i principali farmaci usati ricordiamo:

STEROIDI ANABOLIZZANTI

Sono ormoni androgeni (legati a caratteristiche tipicamente maschili) tra cui citiamo il testosterone ed alcuni suoi derivati quali nandrolone e stanozololo.

In ambito clinico trovano applicazione nella cura dell‘ipogonadismo ( condizione che comporta una inadeguata secrezione di ormoni sessuali), di gravi deperimenti organici o addirittura particolari tipi di anemia.

In ambito sportivo vengono comunemente usati nel bodybuilding e negli sport di potenza grazie al loro effetto anabolico (aumento di volume della massa muscolare e della forza) e lipolitico (riduzione della massa grassa). L’assunzione si effettua tramite modalità cicliche allo scopo di massimizzare gli effetti positivi riducendo quelli avversi e, alla fine del ciclo, si ricorre all’utilizzo di gonadotropina corionica (l’ormone della gravidanza) per stimolare nuovamente la produzione endogena di testosterone, precedentemente inibita dall’uso del farmaco.

Gli effetti collaterali legati all’uso di tali farmaci a scopo “dopante” sono molteplici e pericolosissimi; tra i principali citiamo:

-Ipertrofia del muscolo cardiaco, aterosclerosi coronarica, ipertensione arteriosa, tutti fattori che concorrono al rischio reale di infarto miocardico acuto.

-Tossicità epatica e maggior rischio di tumori epatici maligni.

-ipertrofia prostatica condizionante disturbi urinari ed eiaculatori nonchè aumento del rischio di tumori.

- Atrofia testicolare; l’assunzione di testosterone per via esogena inibisce la normale produzione di tale ormone da parte dell’organismo. Solitamente l’interruzione della terapia interrompe tale meccanismo ma, nel caso di cicli ripetuti , potrebbe non essere possibile ristabilire una condizione di normalità.

-Manifestazioni psichiche quali turbe dell’umore (aggressività), stati maniacali e psicosi durante l’uso, così come sindromi depressive all’interruzione della terapia.

- Ginecomastia (Anomalo sviluppo del tessuto mammario nel maschio) dovuta a una reazione compensatoria dell’organismo che risponde all’eccesso di ormoni androgeni convertendoli in estrogeni (ormoni tipicamente femminili) con conseguente crescita del tessuto mammario.

GH (ORMONE DELLA CRESCITA)

Ormone sintetizzato e rilasciato in maniera intermittente da parte dell’Ipofisi; la maggiore produzione si osserva la notte durante le fasi del sonno profondo. I picchi di secrezione si hanno durante l’adolescenza e diminuiscono con il passare degli anni.

L’azione fisiologica principale durante l’infanzia e l’adolescenza si manifesta con lo sviluppo e l’accrescimento del sistema scheletrico e quindi l’aumento staturale.

Altre funzioni importanti, presenti sia in età evolutiva che in età adulta, sono rappresentate dallo sviluppo e dal mantenimento della massa muscolare e dalla riduzione della massa adiposa (lipolisi).

L’ambito clinico ne vede un attento utilizzo nella terapia del nanismo ipofisario (deficit relativo alla produzione endogena di GH durante l’infanzia) mentre il mondo dello sport ha assistito ad un crescente e sconsiderato uso di tale sostanza negli ultimi anni, soprattutto nel mondo del Bodybuilding.

Le dosi di GH utilizzate dagli atleti sono molto più elevate di quelle utilizzate nella terapia sostituiva e gli effetti di dosi così alte non possono essere valutati in studi sperimentali su persone sane per ovvi motivi etici legati ai rischi già noti tra cui:

Ritenzione di fluidi e di sodio da cui edemi

Alterazioni a carico del Sistema Nervoso Periferico (disturbi di sensibilità, sindrome del tunnel carpale)

Disturbi a carico dell’apparato locomotore (rigidità, dolori e infiammazioni articolari)

Ipertensione arteriosa

Insulino resistenza e diabete

Ginecomastia (aumento delle ghiandole mammarie)

Acromegalia (Ingrandimento delle ossa del volto, delle mani e dei piedi)

Stimolazione del processo di crescita tumorale favorito dall’ angiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni) , dallo sviluppo di metastasi e dalla resistenza alla chemioterapia.

ERITROPOIETINA (EPO)

Si tratta di un ormone prodotto principalmente dai reni ed in grado di stimolare il midollo osseo a produrre globuli rossi che, tramite l’ emoglobina contenuta al loro interno, trasportano l’ossigeno ai tessuti.

In ambito clinico trova applicazione nella cura di diversi tipi di anemia mentre, in ambito sportivo, viene utilizzata in discipline quali ciclismo, sci di fondo etc… nelle quali le richieste di ossigeno sono molto elevate.

Non bisogna dimenticare che una maggior percentuale di globuli rossi aumenta la viscosità del sangue predisponendo a fenomeni tromboembolici (embolia polmonare, infarto miocardico acuto, ictus cerebri).

BETA 2 AGONISTI SELETTIVI

Farmaci che agiscono mimando l’azione di sostanze naturali come l’adrenalina e la noradrenalina, su specifici recettori detti beta 2-adrenergici .

Tali recettori sono presenti in diverse sedi tra cui la muscolatura liscia dei bronchi, che si rilassa in seguito alla loro attivazione con conseguente broncodilatazione.

Tale effetto ne giustifica l’utilizzo a scopo terapeutico nel trattamento di asma, BPCO ed altre malattie polmonari caratterizzate da broncospasmo (contrazione della muscolatura liscia dei bronchi condizionante restringimento del lume).

Tra i più utilizzati come sostanze dopanti ricordiamo il clembuterolo che, mimando gli effetti dell’ adrenalina, aumenta la crescita muscolare e diminuisce la percentuale di grasso corporeo.

L’ipertrofia muscolare è ottenuta attivando la sintesi delle proteine nei muscoli e riducendo lo stress tissutale.

La lipolisi è promossa dal legame del farmaco con i ricettori dell’adrenalina nelle cellule adipose, stimolando quindi la beta-ossidazione degli acidi grassi e il loro utilizzo a scopo energetico.
Molti atleti assumono questo tipo di farmaco in sostituzione degli steroidi anabolizzanti, convinti di ridurre i rischi per la salute, senza invece rendersi conto di commettere un grosso errore.

Sia il clembuterolo che gli altri beta 2 agonisti presentano importantissimi effetti collaterali legati alla dose e al tempo di utilizzo. Tra questi ricordiamo:
- tremore
- ansia
- cefalea
- insonnia
- ipertrofia del muscolo cardiaco
- tachicardia ed altre aritmie
- infarto miocardico acuto.

INSULINA

Questo ormone viene prodotto dal pancreas allo scopo di regolare i livelli di zucchero nel sangue, riducendo appunto la glicemia che si alza in seguito all’assunzione di carboidrati.

L’insulina stimola il passaggio del glucosio dal sangue all’interno delle cellule muscolari ed adipose.

Va inoltre ricordato che le cellule attivate dall'insulina assorbono, oltre al glucosio, anche proteine ed acidi grassi, promuovendo la sintesi proteica nel muscolo, la sintesi di glicogeno (forma di deposito degli zuccheri) nel muscolo e nel fegato e la sintesi di acidi grassi nelle cellule adipose.

L'insulina come farmaco è utilizzata nella cura del diabete mellito di tipo 1, condizione in cui il pancreas non è in grado di produrla; ciò determina alti livelli della concentrazione di glucosio nel sangue che, tuttavia, non può passare all’interno delle cellule ed essere utilizzato.

Da un lato l’iperglicemia può portare a disidratazione e ad uno stato di coma gravissimo, dall’altro, non potendo usare gli zuccheri, il corpo è costretto a produrre corpi chetonici (sostanze particolarmente tossiche) a scopo energetico.

In virtù dei suoi effetti anabolizzanti, legati all’assorbimento di aminoacidi e glucosio nel muscolo, l’insulina favorisce sia l’incremento della massa muscolare (motivo che la rende popolare nel bodybuilding) che l’accumulo di glicogeno prima di una competizione (motivo che la rende popolare negli sport di endurance).

Si tratta di un farmaco da maneggiare con estrema attenzione e sotto stretto controllo medico poichè in grado di causare in pochi minuti un abbassamento dei livelli glicemici tale da comportare coma e morte (il famoso coma ipoglicemico).

DIURETICI

I diuretici sono farmaci caratterizzati da diversi meccanismi d’azione, che aumentano la produzione di urina e quindi l’eliminazione di acqua e sali dal corpo. Tutti hanno sentito nominare il famoso "Lasix" ma ne esistono molti.

Le principali indicazioni terapeutiche sono : il trattamento degli stati di edema, l’ipertensione arteriosa e lo scompenso cardiaco congestizio.

La pratica sportiva ne contempla un uso improprio al fine di:
- rispettare gli standard di peso prima delle competizioni (es. pugilato, kickboxing, MMA)
- aumentare il livello di definizione muscolare riducendo lo spessore sottocutaneo (es. bodybuilding)
- mascherare l’assunzione di altri agenti dopanti, riducendo la loro concentrazione attraverso l’aumento dell’escrezione urinaria.

Gli effetti collaterali che stiamo per elencare sono prevalentemente legati alla disidratazione e si manifestano in tempi brevi :
- sonnolenza, confusione e crampi
- nausea/vomito
-shock ipovolemico (poichè il volume del sangue circolante sarà insufficiente ad irrorare i tessuti)
- tromboembolie (poichè perdendo liquidi il sangue risulterà maggiormente denso)
- squilibri elettrolitici in grado di generare aritmie cardiache fatali

EFEDRINA

Molecola alcaloide presente nelle piante del genere Ephedra, utilizzate da millenni nella medicina tradizionale cinese per la cura di problemi respiratori come asma e bronchite.
Ha una struttura chimica molto simile a quella delle amfetamine di cui rappresenta il precursore naturale.
La medicina occidentale la usava per la cura della congestione nasale e dell’asma, mentre continua ad essere usata in ambito ospedaliero per il trattamento acuto del broncospasmo e dell’ipotensione indotta da anestesia.
Il fascino che tale sostanza esercita in ambito sportivo è legato al potere anoressizzante (riduzione dell’appetito) e alla capacità di accelerare il metabolismo, favorendo in tal modo il dimagrimento.
Anche in questo caso l’utilizzo del farmaco a scopo dopante espone a pericolosi effetti collaterali tra cui:
- ipertensione, tachicardia e rischio di arresto cardiaco in soggetti predisposti.
- irrequietezza, insonnia, tremori, allucinazioni, psicosi
- al termine della terapia si possono manifestare depressione e pensieri suicidari.

Potremmo continuare a discutere per ore riguardo all’utilizzo di farmaci in ambito sportivo, finendo inevitabilmente per corroborare un concetto che mi sta particolarmente a cuore: nessuno di essi risulta esente da pericolosissimi effetti collaterali!

A peggiorare la situazione si aggiunge il fatto che i farmaci non vengano proposti nei tipici ambienti marginali legati alle tossicodipendenze, ma in luoghi (le palestre) notoriamente associati al benessere.
Il contesto spesso ipnotizza chi fa uso di queste sostanze inducendolo a non avere piena consapevolezza del problema.
In una società che propone ed impone modelli sempre più estremi, il doping non rappresenta un problema sportivo ma un dramma sociale, davanti al quale è doverosa una ferma presa di posizione.
Chi sceglie di intraprendere questa strada dovrebbe prima immedesimarsi nella celebre scena della roulette russa, interpretata da Robert De Niro nel film “Il cacciatore” ricordando però che in questo caso la pistola è vera e che non ci sarà il red carpet nè i flash dei fotografi ad attenderlo.
PER CITARE IL TESTO DI UNA CANZONE CHE MOLTI CONOSCONO…QUI NON È HOLLYWOOD!

Per approfondire l’argomento leggi l' articolo Scientifico scritto (tra gli altri) dal Prof. G. D’Antona e dal Dott. M. Negro, con cui ho il piacere di collaborare: http://rdcu.be/GCMG

- Prof. Giuseppe D’antona
Medico Specialista in Medicina dello Sport, PhD in Fisiologia
Direttore Sanitario e della Ricerca Scientifica


Centro di Medicina dello Sport-Voghera.
Università di Pavia


- Dr. Massimo Negro
Dietista, Laureato in Scienze Motorie, PhD(c) in Scienze Biomediche.
Ambulatorio di Nutrizione e Sport.


Centro di Medicina dello Sport-Voghera.
Università di Pavia

Foto articolo

MEDICINA

Credo da sempre nella Medicina della persona e per la persona, quella che si concede il lusso di prendere e dare in egual misura (ricevere esperienza e offrire consapevolezza), quella che entra in punta di piedi nella vita dei pazienti senza pretendere di decidere per loro ma con loro;

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